Capitozzatura dell’albero
Per capitozzatura si intende un taglio netto di una ramificazione (grande o piccola) in corrispondenza o meno di un nodo* e/o senza mantenere rami di proporzioni adeguate a sostituire la cima tagliata. Questa errata pratica comporta l’eliminazione totale della cima del ramo/tronco e l’interruzione della dominanza apicale.
La capitozzatura può essere più o meno intensa in rapporto alla quantità di legno asportata con il taglio.
Più è grande la quantità di legno asportata, più sarà grave il danno arrecato all’albero. Nel periodo autunnale, la pianta accumula al suo interno le sostanze di riserva (amidi) che gli servono per germogliare in primavera; togliendo legno, si indebolisce l’albero. Perciò, in caso di attacco fungino, l’albero si troverà più in difficoltà a contrastarlo.
*Per “nodo” si intende il punto su una ramificazione in cui è presente una o più gemme o una o più ramificazioni.
Come i funghi attaccano il legno?
I funghi sfruttano l’apertura di ferite sull’albero per attaccare il legno che, diversamente, sarebbe protetto sotto la corteccia.
Per questo è importante considerare che ogni taglio è una vera e propria ferita: più è grande, meno l’albero riesce a difendersi.
Mediamente le ferite oltre i 5 cm di diametro vengono attaccate da funghi che sfondano le barriere dell’albero, degradando il legno.
Gli effetti sulla dominanza apicale
Ogni ramo ha una gemma apicale, un vero e proprio centro di comando.
Al suo interno vengono prodotte le auxine, ormoni che regolano lo sviluppo, in modo ordinato e secondo un preciso schema, delle gemme che si trovano più arretrate sul ramo rispetto a lei: questo effetto viene chiamato dominanza apicale.
Eliminando la cima del ramo con la capitozzatura la pianta non ha più un’ordine di sviluppo preciso, reagirà quindi con la formazione di molti più rami in modo disordinato e molto vigoroso, producendo tante più foglie quante gliene siano state tolte e di dimensioni molto maggiori rispetto al normale.
Le conseguenze della capitozzatura
La capitozzatura è ormai riconosciuta come pratica scorretta per i seguenti motivi:
- Aumento di problemi di stabilità dell’albero
- Aumento del rischio di cedimento
- Aumento dei costi di gestione per ridurre il rischio di cedimento
EFFETTI NEL BREVE PERIODO
- disseccamento parziale o totale (spesso in caso di conifere) della chioma;
- formazione di nuovi rami disordinati e di origine avventizia: l’albero torna in pochissimo tempo delle dimensioni in cui era precedentemente ma sviluppando rami senza continuità di fibre con il resto della struttura;
- immediata contrazione dell’apparato radicale: semplificando possiamo dire che ad ogni ramo corrisponde una radice, eliminando un ramo si elimina una radice.
EFFETTI NEL MEDIO/LUNGO PERIODO
- Degradazione contrazione dell’apparato radicale
Una delle funzioni principali delle radici è sorreggere l’albero; un albero capitozzato è un albero meno stabile. La pianta recupera molto più velocemente la chioma rispetto alle radici ma, dopo la capitozzatura, i funghi iniziano a degradare l’apparato radicale.Si genera l’effetto roulette russa: l’albero rimarrà in piedi solo se ha sufficienti energie per sopperire al legno degradato con lo sviluppo di sufficienti nuove radici
- Sviluppo di funghi cariogeni
Si sviluppano nuove, vigorose e pesanti ramificazioni sui marciumi del legno, delle radici e delle ramificazioni
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