Gli effetti di un attacco fungino sull’albero

I funghi hanno la capacità di cibarsi dei composti che formano il legno, principalmente lignina e cellulosa.

Per gli alberi possono rappresentare un nemico temibile che degrada il legno, compromettendone la consistenza e soprattutto le funzioni.

In altri casi, invece, possono essere un’opportunità: sono in grado di alterare i tessuti morti dell’albero, utili a produrre nuova sostanza organica riutilizzabile dalla pianta.

Come fanno gli alberi a contrastare l’azione dei funghi?

Producono barriere (compartimentazione – C.O.D.I.T. – A. Shigo): alcune sono fisiche (ad esempio la corteccia), altre sono sostanze chimiche (ad esempio i Tannini).

Proteggono l’albero contrastando la diffusione del micelio fungino in senso longitudinale, trasversale e radiale.

  • BARRIERA 1: evita lo sviluppo dei funghi in senso longitudinale grazie alla chiusura dei vasi linfatici
  • BARRIERA 2: evita lo sviluppo dei funghi che agiscono dall’esterno verso l’interno grazie allo sviluppo di sostanze antifungine a livello dei cerchi annuali di accrescimento
  • BARRIERA 3: evita lo sviluppo dei funghi in senso radiale grazie alla precedente formazione dei raggi midollari (molto evidenti nel legno di quercia)
  • BARRIERA 4: forma nuovo legno non infetto per compensare la degradazione del legno colpito dal fungo, che risulta ormai compromesso.  

È bene sapere che i funghi, per gli alberi, sono allo stesso tempo sia elementi patologici che fisiologici.

È normale infatti che i funghi agiscano su determinate porzioni di legno, perciò gli alberi predispongono una tipologia di legno che è difficilmente attaccabile ma tutto sommato sacrificabile: il durame*.

Il legno del durame appare mummificato: i vasi linfatici in questa porzione di fusto non sono più attivi, perciò è necessario che l’albero li rinnovi nelle porzioni più esterne del legno, attraverso l’accrescimento del cambio, il primo e sottile strato di cellule che si trova protetto sotto la corteccia.

Nel durame, l’albero ha immagazzinato sostanze chimiche come i tannini, che lo rendono molto resistente all’azione degenerativa dei funghi.

Negli stadi giovanili di un albero, questo legno ha anche funzione strutturale. L’albero giovane deve avere il tempo di sviluppare quelle formazioni legnose che gli serviranno in età adulta e matura a sostenersi, i ponti cambiali.

* Il durame è anche conosciuto come porzione più interna e solitamente più scura del fusto e dei tronchi,da cui è possibile ricavare tavole ed assi per manufatti in legno.

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